Sono letteralmente inaiata!!!!
Sino tre giorni dalla dimissione e stamattina sto facendo i controlli in ospedale. Quando sono uscita dall'ospedale si sono raccomandati che per almeno due mesi non stia in ambienti affollati.
Bene lo so!!! E mi sono organizzata per evitarlo ma mi sorge spontanea una domanda se non posso stare in luoghi affollati nella vita di tutti i giorni perché posso farlo in una sala d'attesa piena di gente che indossa pure male la mascherina? Perché la segretaria non avvisa il medico che sono in attesa avendo automaticamente la precedenza? E se busco qualche infezione chi ne risponde? Sono già più di tre ore e mezzo che giro per l'ospedale...
Se posso passare tutta la mattina tra gente che può avere qualsiasi cosa, soprattutto gli accompagnatori, posso anche uscire, fare la spesa, perché il rischio è tanto uguale!!!!
Io sarò diventata ancora più esigente, puntigliosa, pretenziosa ma se mi hanno fatto capa tanto per fare questo tipo di terapia (me ne sono già pentita amaramente) obbligando a mille precauzioni prima e pure adesso, perché loro sono i primi a non rispettarle? Poi non vogliono che mi lamento, che critico il personale. E che cavolo non sono una che si lascia mettere i piedi in testa e rigirare a loro piacimento.
Di sicuro riprenderò il giro di 20 minuti con Pepe e non resterò bloccata a letto come vorrebbero loro, anche perché nel momento in cui non sei completamente sincero con me e insisti per parlare solo con un caregiver che non ho e non voglio, perdi la mia fiducia e incrini il rapporto. La legge non impone per forza un caregiver e prevede l'obbligo di parlare in primis con il paziente per valutare le decisioni e il proseguo delle terapie e dei controlli. Se prima ero perplessa e delusa solo dal comparto del ricovero ora sta scricchiolare pure il dayhospital e oggi ci sarà un confronto molto molto acceso...

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