Ho aspettato a scrivere sulla tragedia di Crans Montana per non lasciarmi travolgere dell'onda emotiva.
Posso solo immaginare il dolore di tutti i genitori dei ragazzi rimasti coinvolti nell'incendio, sia quelli feriti che quelli purtroppo deceduti.
Sono arrabbiata e sconcertata dalla cattiveria letta su tanti post sui vari social da parte di altri genitori e gente molto frustrata, che li hanno insultati e accusati di essere responsabili. Credo che di sensi di colpa se ne faranno per tutta la vita anche se non hanno responsabilità.
A 14/15/16 anni è assolutamente normale uscire con i propri amici in feste organizzate in qualche locale, quella è l'età in cui ho iniziato pure io 40 anni fa e i miei erano genitori abbastanza rigidi e severi.
Qui non è questione di essere troppo permissivi, amici dei propri figli, ricchi o meno. Nessun e sottolineo nessun genitore porterebbe il figlio in un locale sapendo che ci sia anche il minimo rischio per la sua incolumità. Io passavo l'estate in un paesino nell'appennino reggiano e spesso si andava tutti nell'unico ristorante discoteca del paese per stare insieme.
Questa tragedia sarebbe capitata anche se all'interno ci fossero stati solo adulti con tutte le carenze di sicurezza di questo locale.
Gli unici responsabili sono i gestori e chi gli ha dato l'agibilità al locale. Ma come si fa a dare l'agibilità a un locale che ha i controsoffitti non ignifughi, una via di uscita bloccata da un bancone, sembra senza estintori o comunque insufficienti rispetto alla capienza.
Davanti a tragedie come queste credo che tutti dovrebbero solo stringersi e abbracciare le famiglie dei ragazzi deceduti e sostenere quelle dei ragazzi rimasti feriti, perché per loro sarà necessario un recupero lungo e doloroso sia dal punto di vista fisico che psicologico.

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